MARIO AGOSTINELLI

Sviste

Note sulla candidatura di Umberto Veronesi a capo della futura Agenzia per la sicurezza nucleare

(09 agosto 2010)

...continua

MARIO AGOSTINELLI

La visione economica della Lega e la trappola del federalismo fiscale

Collegare la pretesa del federalismo fiscale con una ipotesi di politica economica centrata sull'impresa e sull'eversione del principio di uguaglianza sociale su scala nazionale: è l'assunto di queste note, estratto di un intervento in uscita il 10 luglio prossimo su "Alternative per il Socialismo".

(05 luglio 2010)...

RHEDA ZIONE

Genuino Clandestino - sotto con le sottoscrizioni!

Un film-documentario sul movimento di resistenza contadina e sulla diffusione di mercatini periodici per lo scambio di prodotti alimentari e per il sostegno ai piccoli produttori.

(21 giugno 2010)...

ROSSANA DI FAZIO

Scrivilo al tuo vicino!

Il ritorno del volantino, in casella. Che ne nasca un movimento?

(12 giugno 2010)...

MONICA DEMATTè

Montagne di tè

Questa pagina odora di montagna; vi si racconta del Monte Wuyi (Fujian), di conoscenza, del pericolo costuituito dal connubio scellerato che potere e il denaro riservano quando hanno per obiettivo appunto solo altro potere e altro denaro (non si riesce quasi mai a parlare veramente d'altro). Ci si respira comunque aria e spazio, quello che serve in questi giorni davvero stretti e scellerati.

(28 maggio 2010)...

Lavori in Corso

I numeri delle donne

Carla Stampa

Ci vuole un fisico bestiale

Riassunto di una settimana surreale ad uso di chi non c’era.

Il sistema nervoso- modello anatomico (Italia 3b scientific)

Domenica, 13 dicembre. In Piazza del Duomo si tiene la festa del Pdl per le iscrizioni al partito: il sindaco Letizia Moratti prende la tessera per la prima volta e gliela darà personalmente il presidente Berlusconi. Primo pomeriggio: La7, tv privata, intervista con anticipo alcuni presenti con bandiere; sono vecchi, parlano con foga, agitano le mani, si fanno sotto il muso del giornalista: «Silvio è Dio»… Ore 17: ha inizio la festa. Il Presidente Berlusconi si sbraccia dal palco e poi contro un gruppo di ragazzi che lo contestano stende il braccio con l’indice puntato, li accusa di nefandezze comuniste e tuona: «Vergogna, vergogna, vergogna!». Riserva baci abbracci per i fedeli e ritorna in macchina. Ormai sono passate le 18. Silvio Berlusconi sta per raggiungere l’automobile in mezzo a una folla che lo tocca, lo accarezza, lo preme. Il servizio d’ordine suo personale, con facce note e invecchiate nelle rughe degli sguardi vigili, gli è intorno. Un obiettivo riprende qualcuno poco distante, berretto di lana quasi sugli occhi, la mano che si alza con un oggetto che viene lanciato contro il Berlusconi ad altezza uomo: cioè la faccia. Il presidente lancia un urlo, si copre con una plastica nera (cos’è? il lembo di un sacco d’immondizia?), traballa; lo sorreggono (le guardie del corpo si voltano stupite verso di lui). Sono le guglie di un Duomo-souvenir a spaccare un labbro, due denti e lo zigomo sinistro: un po’ più su e su quell’occhio sinistro, calato a metà nella sua fissità glaciale, si sarebbe chiusa per sempre quella fessura sull’abisso sulla quale non smettiamo di interrogarci.

Silvio Berlusconi sanguina, barcolla, si accascia. Lo caricano dentro la macchina mentre un gruppo agitato di schiene incastra l’uomo dagli occhi piccoli come capocchie di spillo: lui, il Folle, con il quale oltre 60 mila frequentatori di Facebook si dichiarano subito solidali – e per il quale viene coniata la fulminante battuta : «Dieci anni di cure mentali e un attimo di lucidità».
Si parta in fretta, a sirene spiegate...Macchè, il Presidente torna fuori dallo sportello semichiuso, salta sul predellino (un’altra volta, dopo quella dell’annuncio del nuovo partito delle libertà a piazza San Babila: il Manifesto del Predellino, appunto), mostra il volto sanguinante e indugia, con una ostentazione che fa il giro del mondo. Lo ricacciano dentro e viene ricoverato al San Raffaele, dal suo amico Don Verzè che, dopo averlo visitato, sentenzia: «Bisogna cambiare la Costituzione!».

Il mondo pende dalle labbra del Medico Personale, un omone tipo Frankestein, sopracciglia folte come arbusti, palle oculari ingrandite da occhiali cerchiati di nero, dentatura a ferro di cavallo. Che dice, che dice? Beh, il paziente non sta molto bene, è abbattuto, sedativi e antibiotici… per le dimissioni (dall’ospedale) si vedrà.
Davanti agli imponenti cancelli di ferro battuto del San Raffaele cominciano ad arrivare i Fedeli con cartelli, biglietti, fiori, incoraggiamenti, sollecitazioni: «Tieni duro»! E naturalmente la figlia Marina scortata a vista e con il décolleté in mostra a dispetto del freddo glaciale; il fido Confalonieri in pregiato cappotto di cammello; c’è anche l’opposizione (un Bersani accigliato). Insomma, solidarietà dovunque e da chiunque. Non da Rosy Bindi, presidente del Pd, che il giorno dopo rilascia un’intervista dal titolo: «Non faccia la vittima».

Tre giorni dopo. Macchina blindata, lampeggiatori azzurri della polizia, flash di fotografi, telecamere: è lui, incerottato come la Mummia appena srotolata, occhi strizzati, mano che saluta dietro il finestrino. Poi ad Arcore, ma non subito: l’Italia viene informata che nelle quattro ore di sospensione è andato dal dentista. Poi a casa, a casa. In villa. Fiori, biglietti, manifesti, gruppi di curiosi interessati, primo fra tutti il sindaco di Arcore: BENTORNATO SILVIO!

Pausa.

Il giorno dopo il Ritorno. Ai fotografi intirizziti si ripresentano i soliti noti, in processione. È tornata la figlia Marina, che si è trattenuta ben due ore: si fa notare. E la sera di sabato 19, a cena Bossi e Tremonti. Intanto il portavoce Bonaiuti ci aggiorna minuto per minuto, tramite la tv di casa e di Stato. Si fa trapelare l’«indiscrezione» che diventerà vice premier Gianni Letta, che oggi ( 19 dicembre) è andato a salutare Papa Ratzinger (mentre Carlo De Benedetti è andato a salutare il presidente della Camera Gianfranco Fini e, naturalmente, anche il presidente del Senato Renato Schifani…ma prima Fini, poi Schifani).
La politica è questa roba qui.
Potrebbe cambiare? Come no! Dal Male nasce il Bene, dall’Odio l’Amore «E se così fosse» ha fatto scrivere Silvio Berlusconi in un comunicato «il mio dolore non sarebbe stato vano». Male/Bene, Odio/Amore: il grado zero dell’articolazione. Avremo di che dibattere nel periodo natalizio.
Intanto il dibattito è in pieno fervore anche nel Pd. Massimo D’Alema dichiara al «Corriere della Sera» e in televisione che una leggina ad personam sarebbe meglio del processo breve. «All’inciucio!», gridano nel Pd. «No a leggi ad personam», si indigna Bersani. «Nessun inciucio!» ribadisce Franceschini a nome della sua nuova componente nel Pd. «Ma perché?», domanda D’Alema, «se gli inciuci servono…Cosa fece Togliatti con l’art.7 della Costituzione, Stato e Chiesa e via dicendo...?»
Basta. Sono sfinita.

(21 dicembre 2009)

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