Note sulla candidatura di Umberto Veronesi a capo della futura Agenzia per la sicurezza nucleare
(09 agosto 2010)...continua
Il ritorno del volantino, in casella. Che ne nasca un movimento?
(12 giugno 2010)...Sono assolutamente d'accordo con le Sue conclusioni che d'altronde sarebbe ingenuo non accettare con la documentazione alla quale Lei ha accennato. Aggiungerei che il problema è che la nostra cultura è ormai decadente e, perciò, subalterna. Vede, io sono convinto che l'Italia e i suoi cittadini siamo diventati a poco a poco i guardiani di un grande cimitero che noi tranquillamente chiamiamo MONUMENTI. L'unico nostro vero lavoro è diventato proprio questo: Crearne sempre di nuovi, esaltare il valore turistico, saper portare in giro i turisti curiosi e di qui trarre ogni risorsa, visto che da sempre diciamo che il nostro "ingegno", la nostra arte d'arrangiarsi è unica al mondo. Custodire però cose morte significa anche non evolvere mai ed è quello che è avvenuto. Abbiamo perso la guerra in modo meno traumatico degli altri due partners (ci hanno salvato i monumenti?) e stranamente Germania e Giappone, devastate, sono arrivati a livelli tecnologici molto superiori ai nostri. Ci siamo beati di avere l'industria frammentata in piccole imprese per esaltare il genio italico e chiaramente abbiamo perso l'occasione di far ricerca scientifica e migliorare la produzione (in una piccola industria, l'imprenditore non vede ciò che fabbrica, ma solo ciò che guadagna) ed oggi queste imprese vanno a poco a poco chiudendo tutte. In altre parole quello che fabbricavano è ormai diventato inutile, obsoleto e non concorrenziale. E non parlo soltanto della produzione materiale, ahimè! E' inutile dire poi che noi abbiamo ricercatori eccellenti, grandi intelligenze quando costoro poi non hanno la possibilità di esprimere le loro capacità. Ogni società ha individui migliori di altri, ma che sono inutili se non riescono ad aver l'occasione di FARE. D'altronde, dico, poco male! Siamo entrati in Europa e ci stiamo confrontando con giganti che non riusciremo mai ad emulare e dunque, se in Italia l'occasione buona non c'è, che c'è di male andare in un altro angolo d'Europa dove le nostre capacità sono apprezzate e messe in opera? L'hanno fatto i nostri padri... Una cosa però dobbiamo dirla chiara: Siamo razzisti perchè ci è stato insegnato che per sentirci superiori a chiunque e scusare la nostra subalternità, dobbiamo dire che gli altri, l'estraneo, il diverso è peggiore in assoluto.
Razzismo non è forse anche spaghetti/olio d'oliva/Armani?
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