Note sulla candidatura di Umberto Veronesi a capo della futura Agenzia per la sicurezza nucleare
(09 agosto 2010)...continua
Il ritorno del volantino, in casella. Che ne nasca un movimento?
(12 giugno 2010)...Per prima cosa, all'elenco dei giorni della memoria che Brocchieri ha fatto all'inizio dell'articolo ne aggiungerei due, rigorosamente ignorati dai media, e in genere da tutti gli italiani (per bene o meno per bene).
Il primo è molto vicino: è il 17 febbraio. Il 17 febbraio del 1600 (un giovedì) a Campo dei Fiori a Roma venne bruciato vivo Giordano Bruno, reo di avere sostenuto tesi e idee che erano giudicate contrarie a quelle accettate dalla Chiesa e quindi considerato eretico. E' un giorno che, mi sembra, potrebbe essere messo alla radici delle origini cattoliche dell'Italia e dell'Europa. Personalmente ricordo questa data ogni anno, sia nel mio blog, sia nel NG nel quale abitualmente scrivo.
La seconda data della memoria ha un significato simile (anche se forse un po' meno tragico, ma certamente più avvilente): si tratta del 22 giugno. Il 22 giugno 1633 Galileo Galilei consegnava al consesso cardinalizio che lo giudicava l'abiura alle proprie scoperte scientifiche e alle proprie idee. Anche questa data deve essere ricordata, e io lo faccio ugualmente come per il 17 febbraio.
Per tornare al razzismo, credo che il razzismo biologico, quello nazista, per intenderci, in Italia abbia avuto poco spazio. Sì, forse nella mente di qualcuno può avere alloggiato. Ignoravo le velleità nordiciste di Mussolini, ma mi sembra che non abbiano avuto importanti conseguenze.
Quello che andrebbe sottolineato è l'antigiudaismo fomentato dalla chiesa contro gli ebrei in quanto popolo responsabile del martirio di Cristo, quindi come deicidi. C'è differenza rispetto all'antisemitismo biologico? Certamente sì dal punto di vista teorico. Molto meno dal punto di vista pratico. Gli ebrei erano considerati un popolo inferiore, costretti nei ghetti, soggetti a condanne anche capitali per reati ascrivibili solo a loro, etc.
Il razzismo inteso in senso nazista è stato invece rifiutato da una popolazione che, se per pavidità, per accettazione del fascismo, etc. non ha reagito contro le leggi razziali, si è rifiutata di condividere le Aktion naziste di sterminio. Anzi, finché ha avuto un barlume di indipendenza, ha impedito ai nazisti di deportare gli ebrei che risiedevano sul nostro suolo o sulle terre occupate dal nostro esercito. Addirittura, molti ebrei fuggivano dalle aree controllate dall'esercito tedesco per rifugiarsi nelle aree controllate dagli italiani. Dopo il'43 ovviamente, venendo a mancare l'indipendenza, questo non è stato più possibile. Fenomeni di questo genere si sono avuti anche in altri paesi europei, come ad esempio l'Ungheria.
Le manifestazioni di razzismo degli italiani hanno avuto tutta un'altra matrice, almeno nei comportamenti, che chiamerei più di xenofobia, cioè rifiuto del diverso, portatore di una cultura giudicata non “assimilabile”.
Potremmo risalire agli eventi che hanno portato all'Unità d'Italia e al famigerato patto di Teano. In realtà non c'è stata alcuna unità, ma una reale conquista dello Stato delle Due Sicilie da parte della Stato Sabaudo. Il meridione è diventato una colonia, con tanto di repressione violenta dal 1861 al 1869 del confuso ma vivace movimento indipendentista, chiamato in termine spregiativo “banditismo”. Garibaldi aveva un progetto che avrebbe potuto portare a una unità federale su un piede di parità nord-sud. Gli è stato impedito col cosiddetto patto di Teano.
Potremmo continuare con la mancata protesta nei confronti dell'invasione dell'Etiopia: colonialismo molto in ritardo (siamo nel 1935, quando gli altri paesi europei cominciavano a fare i conti con i movimenti indipendentisti nelle loro colonie, e i movimenti anticoloniali nella madre-patria).
Possiamo andare con la memoria agli anni Sessanta, quando c'è stata la grande immigrazione al nord di popolazione meridionale. La diffidenza, nelle grandi città, come Milano, Torino e altre si manifestava esplicitamente nel rifiuto di affittare agli immigrati le case, nell'accusare il meridionale sui giornali e alla radio di rapine, deli
| PAGINA | 1 | 2 |
| Nessun commento presente per questo tema |
| Visualizza tutti i commenti | Aggiungi un commento |