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Il ritorno del volantino, in casella. Che ne nasca un movimento?
(12 giugno 2010)...Sono passati 43 anni dall'istituzione del primo centro di ricerca del Cnr a Palermo (la sezione del Centro nazionale di chimica del farmaco). Poco dopo, nel 1965, ne nascono altri due: il Centro di studi sugli agrumi e un altro - che farà parlare di sé - la sezione del laboratorio di fisica cosmica di Milano guidata dal giovane Livio Scarsi, un astrofisico piemontese allievo di Giuseppe ("Beppo") Occhialini.
Per oltre vent'anni, non accade nulla. Dal 1947 il Cnr è pressoché interamente in mano ai cattedratici che lo controllano attraverso i comitati di consulenza disciplinari.
L'università di Palermo, da poco uscita dal commissariamento del governo americano, ha altro di cui occuparsi. Per 158 milioni, a inizio anni '60 ha acquistato dall'erede francese degli Orléans un parco urbano dove insedierà - durate un trentennio e non senza difficoltà - molte delle sue facoltà.
Nella spartizione politica del controllo degli enti di Stato subito dopo la Guerra, il Cnr era toccato alla Democrazia cristiana, che in Sicilia e a Palermo avrà sempre una solida maggioranza. A Palermo, nel mondo cattolico c'è fermento per tutti gli anni '70. Il Cnr non ha però alcun glamour; e praticamente nessuno fra gli esponenti universitari locali si attiva per portare in città organi del Cnr.
Il grecista Giusto Monaco, ad esempio, lavora alla creazione di quello che diventerà il formidabile Istituto nazionale del dramma antico (Inda) ricreando la rappresentazione delle tragedie greche nei teatri originali di Segesta e Siracusa.
I cattedratici di rilievo nazionale a Palermo sono pochissimi. Fra questi c'è Giovanni Giudice, un medico ricercatore in biologia allievo di Alberto Monroy, eletto in Parlamento come indipendente nelle liste del Pci all'inizio degli anni '80 del secolo scorso. "Appena eletto - dice - mi feci a Roma una lunga passeggiata con il presidente del Cnr Quagliarello; e così nacque l'Istituto di biologia dello sviluppo".
Di analogo livello è Marcello Carapezza, geochimico e fine intellettuale, amico di Guttuso e figura centrale di circoli intellettuali ancora attivi nella Palermo degli anni '70. Tornato da Bologna vincitore di cattedra nel 1968, è attivissimo nel costituire al Cnr un Gruppo nazionale di vulcanologia (gnv.ingv.it) e nell'impegno per una nuova legislazione per la riduzione dei danni da terremoto. Porta a Palermo un istituto Cnr dedicato alla geochimica dei fluidi vulcanici.
Scarsi, Giudice e Carapezza capiscono che il Cnr sarà cruciale per portare avanti le loro ricerche in modo autonomo; fuori dai vincoli amministrativi e finanziari dell'università di Palermo. Però, mentre al nord gli istituti del Cnr crescono rapportandosi al mondo produttivo locale in fase di autentico boom per numero e tipologia di imprese, a Palermo si fanno biologia dello sviluppo, geochimica e astrofisica.
Carapezza, in particolare, ha una visione particolarmente chiara dell'impatto sociale delle ricerche del suo gruppo. E infatti il suo istituto diventerà subito un fondamentale ente di monitoraggio vulcanico e consulenza istituzionale; fino ad impiegare decine di ricercatori e tecnici come attuale sede di Palermo dell'istituto nazionale di vulcanologia.
Alla fine degli anni '70, a loro si unisce il fisico Ugo Palma che coinvolge Edoardo Amaldi nel promuovere la costituzione di un istituto per le applicazioni interdisciplinari della fisica; disciplina che in quegli anni ha ormai esteso i suoi campi di applicazione veramente a tutte le scienze naturali e addirittura, come si vedrà in seguito, anche a molti campi delle scienze sociali.
Il boom: Accordo Ministero Mezzogorno-Cnr
E' solo nei primi '90, però, che il governo finanzia al Cnr la costituzione di una serie di nuovi centri di ricerca nel Meridione. E' l'esito di un accordo fra un biasimato (ma mai abbastanza rimpianto) Ministero del mezzogiorno e Cnr siglato nel 1988 per bilanciare il numero nettamente superiore di istituti Cnr presenti nel centronord del Paese.
Nascono quindi nuovi istituti di chimica (1), medicina (2) didattica (1) e ingegneria (2). La direzione di tutti è affidata a cattedratici locali e tutti trovano sede all'interno dei dipartimenti universitari. D'altra parte la presa dei cattedratici fa sì che il Cnr funzioni regolarmente come agenzia di finanziamento della ricerca universitaria. La sovrapposizione con la ricerca universitaria è pressoché completa.
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