Note sulla candidatura di Umberto Veronesi a capo della futura Agenzia per la sicurezza nucleare
(09 agosto 2010)...continua
Il ritorno del volantino, in casella. Che ne nasca un movimento?
(12 giugno 2010)...1996: Una sede unica
- "Lei è ragioniere?
- Sì. E quando comincerei a lavorare?
- Subito".
Al Cnr il reclutamento del personale amministrativo avviene così. Senza alcuna formazione o richiesta di esperienza professionale nel settore. Poi, dopo alcuni anni di lavoro si organizzerà un concorso dove il dipendente "precario" verrà "stabilizzato".
E' lo stesso metodo seguito da quasi tutte le università italiane, e da quelle meridionali in particolare; e spiega bene la drammatiche carenze organizzative e gestionali tipiche degli atenei e dei centri di ricerca italiani.
Gli istituti e i centri sono dispersi: alcuni hanno sede all'interno dei dipartimenti universitari e altri usufruiscono di sedi in affitto. Alla fine degli anni '80, come nel resto d'Italia, nasce anche a Palermo un'Area della ricerca. E' un organismo autonomo con compiti di coordinamento che prende in affitto una sede in pieno centro storico.
La prospettiva è già quella di avviare il trasferimento di buona parte degli istituti in una sede unica. E nella primavera del 1996 gli istituti di biologia, fisica, chimica, didattica e geochimica si trasferiscono presso la nuova sede del Cnr in via La Malfa: 15mila mq in 2 edifici articolati in 8 piani di cui 2 interrati.
La sede sorge in piena zona industriale ad oltre 13 km dal campus di Parco d'Orleans circondata dai rottami di un'impresa edile fallita e di un'altra in stato di palese degrado che poi saranno causa di continui problemi. La sede è in affitto e costa al Cnr oltre 3 milioni di euro all'anno fra spese di locazione e di gestione. Di fatto, la sua posizione infelice emargina quasi completamente il Cnr dalla partecipazione alla vita culturale cittadina e, ancora più gravemente, lo priva della collaborazione degli studenti universitari.
La ricerca Cnr nel contesto cittadino
A Palermo negli anni '70 scrivono di scienza e società sulle colonne de "L'Ora" e del "Giornale di Sicilia" Marcello Carapezza, Alberto Monroy, Guglielmo Benfratello e molti altri docenti. A L'Ora c'è Franco Foresta Martin che poi diventerà il caporedattore della scienza del "Corriere della Sera". Dopo la scoperta della bomba nucleare negli anni '40, la scienza esce dai laboratori e torna a far parte del dibattito pubblico. La vita culturale prova a riconnettersi a quella sociale.
Le conseguenze saranno sorprendenti. Opponendosi frontalmente alla mafia e a quella che lui chiama "comitati di affari", un giovane brillante docente di diritto, figlio di uno dei "baroni" della facoltà di giurisprudenza, porterà scompiglio nella politica locale prima, e nazionale poi. Curiosamente, è un poliglotta che ha iniziato la carriera scientifica con una borsa di studio del Cnr.
Dai laboratori del Cnr palermitano escono lavori importanti. Il centro di Scarsi costruisce l'ottica del satellite dedicato ad Occhialini; ne verranno decine di lavori scientifici e informazioni cosmologiche fondamentali. L'istituto di biologia ha collaborato alla nascita della prima bambina nata "in provetta" con la fecondazione assistita in Italia (1984).
Il professor Carapezza fa costruire una rete di monitoraggio vulcanico di livello mondiale e nel 1983 insieme a Franco Barberi devia la lava che sta invadendo Zafferana Etnea con gli esplosivi dell'Esercito. Come si comporterà la lava fatta esplodere? I ricercatori provano e hanno successo. Il metodo diviene lo standard internazionale.
La notevole frammentazione disciplinare è una caratteristica penalizzante ma comune a tutta la ricerca scientifica italiana. Ripartito fra così tanti istituti il budget del Cnr non è certo sufficiente a condurre ricerche costose come quelle di astrofisica. Il laboratorio guidato da Scarsi, docente di fisica in "esilio" volontario a ingegneria, accede quindi ai fondi internazionali sia dell'Agenzia spaziale europea che della più celebre Nasa.
I ricercatori del Cnr non hanno obblighi didattici. La ricerca è pressoché libera e c'è la possibilità di stabilire rapporti proficui con il territorio per soddisfarne i bisogni di innovazione e formazione.
Nel complesso, però, gli istituti non crescono come dovrebbero, né al Cnr né all'università.; mentre uno degli istituti fondato nel 1980 (quello del risparmio energetico in edilizia) finirà le sue attività con un'ingloriosa soppressione.
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