Note sulla candidatura di Umberto Veronesi a capo della futura Agenzia per la sicurezza nucleare
(09 agosto 2010)...continua
Il ritorno del volantino, in casella. Che ne nasca un movimento?
(12 giugno 2010)...Alla fine degli anni '90, il governo di centrosinistra autorizza il Cnr a procedere con l'assunzione di quasi 1000 unità di personale nel sud Italia. E' la più grande operazione di espansione mai realizzata dal Cnr nel Meridione. A Palermo entrano oltre 50 fra ricercatori, tecnici e personale amministrativo. E con i posti, arrivano anche fondi per le strumentazioni per svariati milioni di euro.
Ma gli anni '90 sono anche quelli del risanamento forzato dei conti dello Stato. Se da un lato arrivano i posti di ruolo promessi fin dal 1988, i fondi cosiddetti ordinari vengono dimezzati in meno di cinque anni. Gli istituti devono trovarsi da sé il denaro per condurre le proprie ricerche.
Quello di chimica va sul mercato e organizza corsi di formazione manageriale; i biologi avviano corsi per studenti e docenti scolastici finanziati dal comune e dalla provincia che trattano tanto il mangiar sano che la biologia molecolare; si attivano progetti per la ricerca sulle allergie finanziati dalla regione. I biofisici intraprendono ricerche per il controllo qualità dell'olio di oliva. Molti progetti, un unico fine: reperire risorse senza le quali non è più possibile lavorare.
Un'egemonia mai conclusa
Nel complesso, però, il lavoro dei ricercatori in città non viene percepito pubblicamente.
-"Lavoro al Cnr".
- E che cos'è, il Cnr? L'università?
L'egemonia degli universitari, oltre che amministrativa - sono cattedratici tutti i direttori dei centri del Cnr palermitano - è anche e soprattutto culturale e di immagine.
Come nel resto d'Italia, anche a Palermo quasi tutti i ricercatori del Cnr con le migliori ambizioni scientifiche hanno in programma di fare il concorso per la docenza universitaria.
Lo fanno fino agli inizi degli anni 2000, quando entra in vigore la riforma "Berlinguer" che porta a livello interamente locale la gestione dei concorsi. A quel punto per gli esterni, inclusi i ricercatori del Cnr, le porte si chiudono e diventa reale la prospettiva di una carriera scientifica tutta interna all'ente.
Nel 2002 il Cnr attua la riforma voluta dal governo di centrosinistra della XIII Legislatura; gli oltre 300 organi del Cnr vengono integrati in 107 istituti i cui direttori - nonostante un bando di selezione internazionale – sono tutti, senza eccezioni, direttori uscenti degli istituti soppressi e integrati.
Di fatto, però, non cambia nulla; nemmeno a Palermo dove, pure, il Cnr riesce a nominare direttore un ex professore universitario in pensione confermato nell'incarico dal Tribunale amministrativo regionale dopo il ricorso dello sconcertato candidato cinquantenne sconfitto...
Scrive allora la Corte dei Conti: «Sono sopravvissuti ben 107 istituti, alla fine di una riforma che si è essenzialmente limitata ad aggregazioni prive di un disegno strategico e caratterizzata da poche confluenze numericamente rilevanti, nella quale le dichiarate chiusure si sono risolte pressoché totalmente in afferenze ad altri istituti. Inoltre, il proliferare di sezioni dislocate in sedi lontane fra loro accresce i rischi di riproduzione della pregressa frammentazione di strutture, con un sostanziale tradimento delle finalità della riforma».
Passano altri 3 anni e ad entrare in vigore è l'altra riforma, quella voluta dal governo di centrodestra. La ricerca si articolerà per "commesse". A "commissionare" le ricerche ai ricercatori – però - non sono né le imprese né le agenzie di finanziamento internazionali. Ma, di nuovo, i direttori dei 107 istituti in questione insieme al nuovo presidente del Cnr che entusiasta dichiara al giornale degli industriali: "Sì. Voglio farne una vera azienda!".
Quale azienda al mondo, però, spenda il 90% dei suoi fondi per spese di funzionamento, questo probabilmente a saperlo è soltanto lui.
Gli anni 2000
Nei primi anni 2000, per effetto della nuova riforma, fuoriescono dal Cnr di Palermo due dei 3 istituti originali: quello di astrofisica e quello di geochimica, divenuti sedi locali di nuovi istituti nazionali. Entrambi si avviano a lasciare la sede del Cnr.
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