MARIO AGOSTINELLI

La visione economica della Lega e la trappola del federalismo fiscale

Collegare la pretesa del federalismo fiscale con una ipotesi di politica economica centrata sull'impresa e sull'eversione del principio di uguaglianza sociale su scala nazionale: è l'assunto di queste note, estratto di un intervento in uscita il 10 luglio prossimo su "Alternative per il Socialismo".

(05 luglio 2010)

...continua

RHEDA ZIONE

Genuino Clandestino - sotto con le sottoscrizioni!

Un film-documentario sul movimento di resistenza contadina e sulla diffusione di mercatini periodici per lo scambio di prodotti alimentari e per il sostegno ai piccoli produttori.

(21 giugno 2010)...

ROSSANA DI FAZIO

Scrivilo al tuo vicino!

Il ritorno del volantino, in casella. Che ne nasca un movimento?

(12 giugno 2010)...

MONICA DEMATTè

Montagne di tè

Questa pagina odora di montagna; vi si racconta del Monte Wuyi (Fujian), di conoscenza, del pericolo costuituito dal connubio scellerato che potere e il denaro riservano quando hanno per obiettivo appunto solo altro potere e altro denaro (non si riesce quasi mai a parlare veramente d'altro). Ci si respira comunque aria e spazio, quello che serve in questi giorni davvero stretti e scellerati.

(28 maggio 2010)...

GIUSEPPE GOZZINI

Libertà vo’ cercando

Il 13 maggio 2010 si è spento Giuseppe Gozzini. È stato il primo obiettore di coscienza cattolico e per questa scelta aveva subito un processo marziale e il carcere. Riprendiamo qui le sue riflessioni scritte per "Golem l'Indispensabile" in risposta alla sollecitazione di Gherardo Colombo sul tema Scegliere.

(24 maggio 2010)...

Lavori in Corso

I numeri delle donne

Mario Pagliaro ,

Operai in Sicilia

Eppure, chi sa in Italia che il primo piroscafo italiano a fare la traversata dell'Oceano Atlantico fu il Sicilia (1856) costruito a Palermo dalla classe operaia locale nel magnifico cantiere dei Florio?
E la cupola del Teatro Massimo? Un emisfero immenso poggiato su una struttura metallica reticolare che a sua volta s'appoggia ad un sistema di rulli a consentirne gli spostamenti dovuti alle variazioni di temperatura. Un unico blocco di fusione di bronzo realizzato nella fonderia dei Florio che a tutt'oggi lascia sconcertati gli ingegneri che la vanno a visitare. Opera della classe operaia siciliana e dei loro datori di lavoro negli anni 80 dell'Ottocento. D'altra parte non fu il grande Karl Marx a spiegare che il potenziale rivoluzionario dei tempi era dovuto alle opere senza precedenti della borghesia? Niente borghesia, niente proletariato sfruttato e poi organizzato dai figli illuminati della borghesia stessa. Al massimo, contadini senza macchine nei latifondi. Ma i contadini senza operai non fanno le rivoluzioni: Ecco perché la falce e il martello.

E infatti, apre il Teatro Massimo a Palermo, e via con i Fasci Siciliani: 1891.
Che già i notabili si erano preoccupati; e che se ricordarono a lungo; e che furono felici, ma così felici, quando il cavaliere Benito Mussolini, lui sì "uomo della Provvidenza", gli aveva fatto mettere la testa a posto, a questi comunisti, innanzitutto in Sicilia...
Il cavaliere fa brutte amicizie; da queste parti ancora se ne parla ("Ah, se non si fosse fidato di Hitler"...). Viene la guerra. Che in Sicilia non significa niente, se non per i figli dei contadini coscritti e mandati a morire, fino al 1943. Quando iniziano a cadere le bombe – molte bombe: bombe serie come non se ne erano mai viste – e i notabili a Catania e a Palermo perdevano i palazzi.

I poveri Principi Tomasi di Lampedusa!... i poveri Alliata!... e i Chiaramonte!...i Bonanno!... i Ramirez!... Gli Arezzo!... Tutti sfollati in campagna da questi americani; che ancora mia nonna me li citava con infinito disprezzo.

Il Fronte popolare è in maggioranza alle elezioni regionali del 20 aprile 1947. Questo, sfortunatamente, non rientra negli accordi presi a Yalta da Stalin e Roosvelt per spartirsi il mondo in sfere di influenza.
Vi si porrà rapidamente rimedio 11 giorni dopo con la strage di Portella della Ginestra.
Nené Macaluso è il primo segretario della Cgil e poi, per 50 anni, uno dei migliori dirigenti del Pci. Nené che ogni mattina telefona a Mimì... Amici fraterni... E lì a ripensare che cosa fosse andato storto... Perché ancora oggi in Sicilia chi voglia lavorare sia costretto ad emigrare.
In breve, alla fine della guerra, tutta l'arte della classe operaia – inclusi i suoi dirigenti – si trasferirà altrove. La Sicilia resterà terra per facili politiche di divide et impera.

Politiche semplici: non appena emergesse una personalità rilevante e tendente all'autonomia dell'agire per il bene dei suoi - chessò: Luigi Sturzo, Giuseppe D'Angelo, Silvio Milazzo, Nené Macaluso, Piersanti Mattarella, Leoluca Orlando, Calogero Mannino, Giovanni Falcone - si proceda ad eliminarli. Prima con le buone. E poi, eventualmente, con le cattive.

Nel mondo, i successi degli operai siciliani diventano imprese come la Cablelettra a Milano. Gli scienziati siciliani inventano farmaci salvavita in California; i giornalisti siciliani assumono la direzione dei Tg nazionali.
Ma l'assenza della classe operaia (e quindi della borghesia produttiva) in Sicilia, ne rende placida – cioè morta – la vita sociale. E i migliori siciliani continuano a prendere l'aereo (che almeno è diventato low cost).

(01 ottobre 2006)

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