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Il ritorno del volantino, in casella. Che ne nasca un movimento?
(12 giugno 2010)...Eppure, chi sa in Italia che il primo piroscafo italiano a fare la traversata dell'Oceano Atlantico fu il Sicilia (1856) costruito a Palermo dalla classe operaia locale nel magnifico cantiere dei Florio?
E la cupola del Teatro Massimo?
Un emisfero immenso poggiato su una struttura metallica reticolare che a sua volta s'appoggia ad un sistema di rulli a consentirne gli spostamenti dovuti alle variazioni di temperatura. Un unico blocco di fusione di bronzo realizzato nella fonderia dei Florio che a tutt'oggi lascia sconcertati gli ingegneri che la vanno a visitare. Opera della classe operaia siciliana e dei loro datori di lavoro negli anni 80 dell'Ottocento. D'altra parte non fu il grande Karl Marx a spiegare che il potenziale rivoluzionario dei tempi era dovuto alle opere senza precedenti della borghesia? Niente borghesia, niente proletariato sfruttato e poi organizzato dai figli illuminati della borghesia stessa. Al massimo, contadini senza macchine nei latifondi. Ma i contadini senza operai non fanno le rivoluzioni: Ecco perché la falce e il martello.
E infatti, apre il Teatro Massimo a Palermo, e via con i Fasci Siciliani: 1891.
Che già i notabili si erano preoccupati; e che se ricordarono a lungo; e che furono felici, ma così felici, quando il cavaliere Benito Mussolini, lui sì "uomo della Provvidenza", gli aveva fatto mettere la testa a posto, a questi comunisti, innanzitutto in Sicilia...
Il cavaliere fa brutte amicizie; da queste parti ancora se ne parla ("Ah, se non si fosse fidato di Hitler"...). Viene la guerra. Che in Sicilia non significa niente, se non per i figli dei contadini coscritti e mandati a morire, fino al 1943. Quando iniziano a cadere le bombe – molte bombe: bombe serie come non se ne erano mai viste – e i notabili a Catania e a Palermo perdevano i palazzi.
I poveri Principi Tomasi di Lampedusa!... i poveri Alliata!... e i Chiaramonte!...i Bonanno!... i Ramirez!... Gli Arezzo!... Tutti sfollati in campagna da questi americani; che ancora mia nonna me li citava con infinito disprezzo.
Il Fronte popolare è in maggioranza alle elezioni regionali del 20 aprile 1947. Questo, sfortunatamente, non rientra negli accordi presi a Yalta da Stalin e Roosvelt per spartirsi il mondo in sfere di influenza.
Vi si porrà rapidamente rimedio 11 giorni dopo con la strage di Portella della Ginestra.
Nené Macaluso è il primo segretario della Cgil e poi, per 50 anni, uno dei migliori dirigenti del Pci. Nené che ogni mattina telefona a Mimì... Amici fraterni... E lì a ripensare che cosa fosse andato storto... Perché ancora oggi in Sicilia chi voglia lavorare sia costretto ad emigrare.
In breve, alla fine della guerra, tutta l'arte della classe operaia – inclusi i suoi dirigenti – si trasferirà altrove. La Sicilia resterà terra per facili politiche di divide et impera.
Politiche semplici: non appena emergesse una personalità rilevante e tendente all'autonomia dell'agire per il bene dei suoi - chessò: Luigi Sturzo, Giuseppe D'Angelo, Silvio Milazzo, Nené Macaluso, Piersanti Mattarella, Leoluca Orlando, Calogero Mannino, Giovanni Falcone - si proceda ad eliminarli. Prima con le buone. E poi, eventualmente, con le cattive.
Nel mondo, i successi degli operai siciliani diventano imprese come la Cablelettra a Milano. Gli scienziati siciliani inventano farmaci salvavita in California; i giornalisti siciliani assumono la direzione dei Tg nazionali.
Ma l'assenza della classe operaia (e quindi della borghesia produttiva) in Sicilia, ne rende placida – cioè morta – la vita sociale. E i migliori siciliani continuano a prendere l'aereo (che almeno è diventato low cost).
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