Note sulla candidatura di Umberto Veronesi a capo della futura Agenzia per la sicurezza nucleare
(09 agosto 2010)...continua
Il ritorno del volantino, in casella. Che ne nasca un movimento?
(12 giugno 2010)...«L'uomo ha il diritto di chiedere, la donna ha il dovere di rifiutare»
Divorzio all'Italiana, Piero Germi, 1961.
1. "Italians do it later"
Sono passati alcuni anni da quando la cantante Madonna lanciò il motto "Italians do it better" per propagandare le presunte doti amatorie del popolo italiano, ma oggi, osservando le giovani generazioni, potremmo piuttosto parafrasare dicendo "Italians do it later". Tutti i passi dell'ingresso alla vita adulta dei giovani italiani, infatti, sembrano ritardati rispetto ai coetanei europei, compreso il debutto sessuale.
Il primo rapporto sessuale completo è un evento cruciale per l'ingresso nella sessualità adulta, anche se certamente non è sufficiente a descrivere una fase della vita che è ben più complessa.
In tutta Europa l'entrata nella vita sessuale adulta è ormai staccata da scelte impegnative e stabili quali il matrimonio, o la coabitazione, ed è un'esperienza vissuta ad un'età relativamente bassa rispetto al passato, come uno dei diversi eventi (la fine della scuola, l'ingresso nel mondo del lavoro, la prima autonomia residenziale) che sanciscono il passaggio dei giovani allo stato adulto.
L'età al debutto sessuale è un parametro molto importante, tanto che lo scarto di età tra i due sessi è considerato un indicatore del modello di sessualità vigente in un Paese. Un più precoce debutto sessuale dei ragazzi e uno più tardivo delle ragazze suggeriscono la persistenza di un modello tradizionale, dove vige la disparità di comportamento secondo il genere. Negli ultimi decenni le differenze per genere nel comportamento sessuale dei giovani si sono generalmente attenuate, ma in Europa sono individuabili due diversi modelli di comportamento: quello egualitario scandinavo e centro-occidentale, dove la convergenza dei tempi e delle modalità di approccio per genere è accentuata, e invece un regime a cosiddetto "doppio standard", cioè con una doppia-moralità o etica sessuale per genere, tipico dei paesi mediterranei del sud Europa, dove persistono differenze marcate fra uomini e donne. Il modello dell'entrata nella vita sessuale adulta in Italia è del secondo tipo e infatti i giovani italiani vengono definiti tardivi, moderati, prudenti e con una doppia-etica o morale per genere.
Per le generazioni nate negli anni '70 l'età media ai primi rapporti sessuali completi è di poco più di 19 anni per le femmine e 18 per i maschi, un'età maggiore rispetto al centro e nord Europa: in Francia, ad esempio, l'età dei maschi è di poco più bassa che in Italia mentre per le femmine la differenza è di circa mezzo anno; in Finlandia invece i rapporti sono molti più precoci, soprattutto per le femmine (16 anni e mezzo in media). In Italia, la sessualità giovanile è "moderata" perché la frequenza dei rapporti sessuali tra i non coniugati è più bassa che in altri paesi, anche probabilmente per la scarsa diffusione delle convivenze tra i giovani.
Alle caratteristiche di ritardo e di moderazione, va aggiunta quella della marcata ineguaglianza di genere che si manifesta, in un contesto ancora fortemente tradizionale e prescrivente precise norme sociali di ruolo, non solo nello scarto di età a favore dei maschi – quando oramai nei paesi post-rivoluzionari (e parliamo di rivoluzione sessuale) le differenze, se ci sono, sono a favore di una maggiore precocità femminile – ma anche nell'approccio tipico a questa transizione e in altri aspetti della sessualità giovanile.
La prudenza è l'unico elemento di eguaglianza di genere e di netta modernizzazione dei comportamenti nel modello di debutto sessuale tradizionale del Sud Europa, per l'elevato e generalizzato ricorso alla contraccezione anche al primo rapporto. La dimestichezza e il facile ed economico accesso al sesso sicuro hanno indotto i giovani a fare del primo rapporto sessuale completo un evento sempre meno drammatico, vissuto con meno enfasi, nel lungo percorso verso la vita adulta e forse anche ad affrettare il momento del debutto. E non possiamo non osservare che questo comporta, per fortuna, un tasso di gravidanza delle teen-agers italiane fra i più bassi di tutta Europa.
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